domenica 28 ottobre 2012

Origini dello sciamanesimo


Sullo sciamanesimo è stata prodotto un'enorme letteratura, ma che comunque ha, per molti aspetti, dimenticato, la tradizione italica.
Taluni hanno considerato lo sciamanesimo erede di una religione antichissima che risale al Culto della Grande Madre, anche chiamata, in Italia, Mater Tellus, cui erano dedite alcune popolazioni durante il periodo Neolitico, prima, Etrusco dopo.
Altri credono di identificarla con un antico culto pagano vicino a Cernunnos, dio della fertilità,il cui culto pre-cristiano era diffuso nell'Europa Occidentale presso le popolazioni più modeste.  La raffigurazione di questa divinità come dotata di corna, ne avrebbe favorito nell'epoca medievale la demonizzazione.
Altri ancora hanno pensato allo sciamanesimo come ad una pratica codificatasi nel tempo, frutto di una serie differente di pratiche coltivate presso sette eretiche di derivazione gnostica (Catari, Luciferini, Valdesi).
Nel periodo classico gli sciamani vennero personificati nelle streghe ed erano considerate affini al mondo delle tenebre e alla morte, nonché alla notte nel suo significato occulto e alle entità, spesso mostruose, che patrocinavano il regno dei morti. In pieno paganesimo, presso i Greci e i Romani, si credeva che queste streghe, ma anche stregoni, fossero in grado di nuocere ai raccolti attraverso malefici, di uccidere, di evocare gli elementi, ed erano associate anche ai negromanti.
Sempre in periodo classico alcune fra le divinità alle quali le streghe chiedevano assistenza sono i demoni torturatori delle anime dannate, come Ermes e Proserpina, mentre le entità patrone della stregoneria erano solitamente le dee lunari: Selene, Diana, Ecate.
Ecate fu, poi, identificata come la divinità cosmica padrona delle arti magiche ed era rappresentata con tre teste e a volte anche con tre corpi: ciò perché rappresentava il cielo (la Luna), il mondo sotterraneo (Proserpina) e la terra (Diana). Essa vagava nella notte tra i trivi e le tombe e veniva annunciata dai latrati dei cani ed associata al sangue ed al terrore.
Presso le popolazioni latine, sembra, che fosse venerata come dea delle arti infernalistiche, per tale motivo sia le streghe che gli stregoni nel medioevo usavano celebrare i propri riti nei pressi di un trivio considerato simbolo dell'unione degli elementi benefici, neutrali e malefici.
Col tempo la figura dello sciamano si andò perdendo, pur mantenendo riti e rituali sotto le spoglie di queste nuove figure. Oltre la figura classica della strega, se ne aggiunsero altre che hanno avuto origine dai culti e dalle tradizioni nordiche, cioè dalle popolazioni che oggi definiamo celtiche, presso questi popoli, infatti, esisteva un culto di tipo matriarcale i cui riti impregnarono, segnando profondamente la nostra e la loro religione, questa tradizione si è tramandata all'interno delle nostre tradizioni popolari e folcloristiche fino a sfociare nella Società di Diana, il cui legame con le streghe è stato riconosciuto sin dall'epoca medievale. Le seguaci di Diana idolatravano Giano, un dio definito bi-fronte, poi scambiato erroneamente con un Dio cornuto che, attraverso l'ignoranza e la malafede delle autorità religiose cristiane venne identificato con il Diavolo. Diana stessa fu associata ad Salomè dea della notte patrona dei riti magici.
Al centro dei rituali di questa "Old Religion" Vecchia Religione, era la Grande Madre , affiancata dal suo consorte., dal punto di vista sociale, dalle popolazioni definite celtiche, ereditammo una struttura basata su una discendenza collaterale: la casta sacerdotale era costituita dai Druidi, affiancati a loro volta dalle Druidesse dedite all'amministrazione del culto.
Una volta raggiunte le popolazioni celtiche, il Cristianesimo osteggiò fortemente il ruolo delle Druidesse, in quanto esse erano figure sacerdotali pagane e questo sacerdozio, che i religiosi cristiani consideravano esclusivo dell'uomo, era considerato assolutamente sacrilego.  Le Druidesse furono subito bollate col marchio delle streghe e considerate veri e propri agenti del male, fautrici di ogni genere di nefandezza.
E' comunque estremamente complicato stabilire se le pratiche magiche derivanti da questi culti matriarcali e dedite al culto della fertilità sia realmente esistita, in italia.
Nonostante ciò è indubbio che dalle testimonianze storiche e dalle fonti più arcaiche che ci mostrano le usanze e le credenze delle antiche popolazioni in cui questi culti fiorirono, vien fuori un' origine antichissima che fonda le sue radici nel Neolitico, ed un'istanza tutt'altro che malefiche di questi culti.
Vien fuori altresì un'immagine di saggezza e positività dei ministri di queste arti che, lungi dall'essere folli e sanguinarie o portatori di sciagure, erano il punto di riferimento di una società arcaica, rurale e semplice per la quale gli dei erano al tempo stesso benefici e terribili, come del resto è la Natura in sé, oggi come ieri, domani come oggi.

RIPRESO NELLA FORMA E MODIFICANDO IN PARTE I CONTENUTI: http://www.vampiri.net/magia_5.html

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