martedì 23 ottobre 2012

Lo Sciamanesimo italiano e lo Sciamano ...questo sconosciuto


Lo sciamanesimo italiano tutt'oggi viene perpetuato in maniera molto semplice soprattutto in ambito rurale, nulla di esoterico, segreto, lo si ritrova molto spesso nelle tradizioni contadine della nostra penisola. Ha origini nel paleolitico e si è evoluto nel corso dei secoli. Partendo da un'Antenata credenza, che ci ha portato tutta la Conoscenza della Religione della Dea Madre, l'arte Druidica e Bardica, si è mischiato attraverso le conoscenze dell’ Italia dalle Arti delle Veggenti Greche, al Culto di Diana, passando dal culto di Villanoviani e Terremare prima, ed Etruschi successivamente.
Essere uno sciamano non è qualcosa che si può fingere agli occhi degli altri: è qualcosa che si ha dentro,  ad ognuno di noi,  ed appartiene all’uomo.
Secondo alcuni antropologi, il termine sciamano deriva dalla parola tungusa “shaman” che significa “colui che medita” oppure da un antico idioma dell’India, il Pali, dal termine “samana” o dal cinese “cha men” che significano anche “persona santa/sacra”. Secondo altre radici, come quella di origine semitica, potrebbe essere tradotto, anche, come “uomo re”.
Lo sciamanesimo, invece, si riferisce a tutte quelle conoscenze e pratiche di medicina appartenenti a popolazioni definite ‘primitive’.
Il vero sciamano, non si ferma in un sistema di pensieri, di abitudini, di comportamenti che producono un pensiero definito, religione (pure io ci sono cascato in questo gioco perverso).
La sua via è un cammino  costante verso tutto ciò che può bloccare, che può toglie nutrimento al movimento costante della Vita, eliminandolo. I blocchi possono trovarsi a livello mentale, nelle idee, nelle opinioni, con una rigidità che elimina diverse realtà ed opportunità, delle abitudini che limitano l’individuo in ciò che gli sta attorno e nelle sue capacità, complice, anche, dell’indottrinamento a cui siamo sottoposti sin dai primissimi secondi dopo la nostra nascita. Per capirci, lo sciamano sa che il comportamento abitudinario del cervo farà si che esso sia catturato dal cacciatore, ed egli deve quindi spezzare le abitudini e i vecchi sentieri che costringono la sua vita e che potrebbero renderlo del tutto simile al cervo.
Lo sciamano è dunque colui che veglia, un guardiano sensibile e sensitivo.
Lo sciamanesimo permette, di praticare nella vita quotidiana, un’alleanza costante con le forze vitali che permeano una società o una comunità, intesa come gruppo di persone.
Nell’antichità era lo sciamano stesso il punto d’unione tra la società umana e le potenze nascoste o ‘entità’, uomo o donna che sia.
Poiché lo sciamano percorre le forze vitali che lo circondano, egli scopre le leggi e i ritmi che per lui sono sensibili, e  seguendoli senza resistenze impara attraverso la sua ricettività, traducendo queste leggi nel suo insegnamento, spesso orale, trasformandole in concetti energetici o metafore e parabole per coloro che non percepiscono nulla al di fuori della realtà sensibile.
In sintesi, lo sciamano non è un personaggio esterno dalla comunità dove vive, anzi, ne è il consigliere e saggio, proprio perché in grado di percepire e di conversare con gli spiriti che guidano e proteggono la comunità stessa.
Quello che andremo a leggere è un’esperienza simile in tutto il mondo e a moltissime etnie, lo Sciamanesimo Italiano è compagno di queste Etnie, figlio degli Etruschi che hanno il potere della Divinazione, e padre dei Romani con i loro sincretismi e ricercheremo, riconoscendo, Lo Spirito in ogni dove, come, ad esempio, nei Maori  dove abbiamo il canto che guarisce e cambia, oppure nei Masai che hanno il sogno profetico, o come gli Indiani d'America ameremo e onoreremo ogni creatura e ognuna di esse ci sarà guida e sostegno. Col passare dei secoli il nostro Sciamanesimo nelle sue formule e rituali si inserirono molti usi e credi Cattolici, soprattutto al sud, a conferma che le preghiere del popolo sono la base del nostro Sciamanesimo.
Nella società moderna, in cui viviamo, forse l’unica libertà che abbiamo, sta nel desiderio inconscio di liberarsi dalla schiavitù, evadere da una realtà opprimente, senza la prospettiva di un avvenire migliore. Pensieri simili esistevano anche in passato, anche se forse, dettati da cause ben diverse da quelle odierne. In passato soltanto la magia gli avrebbe consentito di sanare le ataviche piaghe della miseria, di proteggersi dall’ignoto, dalle avverse forze astrali e terrestri, dalla paura. Per difendersi dalla potenza del negativo nella vita quotidiana, col tempo si sono create e poi tramandate formule e pratiche magiche, come scongiuri per allontanare la grandine, la siccità, la tempesta, filtri per conquistare il cuore della persona amata, talismani contro il malocchio o l’invidia, si sono sviluppati malefici per soggiogare, con l’aiuto di potenze elementali evocate, la volontà altrui; far contrarre o togliere malattie; abbreviare o allungare la vita e così via.

LIBERAMENTE RIVEDUTO E CORRETTO da: http://www.anticasophiaitalica.com/site/it/storia-dello-sciamanesimo-italiano.html

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